Controindicazioni ed effetti collaterali della riflessologia Plantare

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Nonostante sia la Riflessologia Plantare un trattamento davvero dolce e in grado di apportare molti benefici, ci sono delle controindicazioni che devono essere considerate. Se una persona è affetta di patologia grave si deve agire esclusivamente con l’autorizzazione del medico curante.

Non trattare la zona di IPOFISI, TIROIDE, UTERO, OVAIE nelle donne in stato di gravidanza, ma bisogna agire sempre sotto controllo medico. Non trattare in presenza o sospetto di trombosi: il rischio è che si possano causare danni molto gravi, ostruendo il circolo sanguigno.

Le trombosi possono essere eventi concomitanti a traumi in soggetti predisposti. Prestare molta attenzione alle persone diabetiche insulino-dipendente.

Dopo il trattamento bisogna far controllare sempre il livello di glicemia. Non lavorare la zona IPOFISI, TIROIDE, UTERO, OVAIE nei primi giorni del ciclo mestruale se la persona è soggetta a flusso molto abbondante. Evitare il trattamento in presenza di:

  • Appendicite acuta
  • Ulcera gastrica
  • Diverticolite acuta

Per i soggetti particolarmente ansiosi è bene usare soltanto manovre di rilassamento.

Nelle prime sedute si possono avvertire delle reazione dell’organismo, che si possono considerare normali. Tra queste:

  • Sensazione di rilassamento che tende a favorire meglio il riposo.
  • Aumento delle urine, che diventano anche di colore più intenso e di odore forte.
  • Colore atipico delle feci e maggiore flatulenza. E’ consigliato in queste situazione bere molti liquidi privi di zuccheri, già dal primo trattamento.
  • Reazioni emotive a livello psichico.

Tutto questo rientra assolutamente nella norma in quanto con il trattamento si vanno a smuovere quelle tossine presenti nell’organismo che poi saranno eliminate attraverso gli organi emuntori.

Tutti gli eventuali effetti collaterali del massaggio si ridurranno sempre di più per non presentarsi posteriormente, lasciando così una sensazione di rilassamento e benessere generale. Nel corso del trattamento è molto importante sorvegliare le reazione del soggetto che potrebbero essere di freddo, di sudorazione ai piedi e alle mani, di sonnolenza o agitazione.

Queste manifestazioni devono essere monitorate per eseguire un ottimo trattamento. Il massaggio riflessogeno deve essere praticato in modo da apportare il massimo benessere possibile alla persona che lo riceve. Sarebbe ideale un ambiente abbastanza spazioso, ben aerato, con una temperatura gradevole e sufficientemente tranquillo, per assicurarsi una partecipazione psicologica al trattamento. Una musica sottofondo, a volume basso e particolarmente rilassante, fungerà da utile completamento.

Chi opera dovrà essere in grado di “maneggiare” i piedi dell’altro con la massima facilità.  Un lettino da massaggio è sicuramente quello che non può mancare, ma anche una poltrona comoda può fare al caso nostro o, al limite in mancanza di altro, due sedie poste una di fronte all’altra. Può essere utile sapere come si effettua e quanto può durare un trattamento di riflessologia plantare per riequilibrare al meglio l'organismo.

Dolore alla “digito pressione” sulla parte interessata dal massaggio: di cosa si tratta?

Chi non conosce affatto la riflessologia, ignorandone le reali MANOVRE e gli EFFETTI, pensa che se una persona, durante una seduta di riflessologia, non ha male da nessuna parte è perché è sana come un pesce. In realtà il dolore conseguente alla digito pressione plantare è del tutto normale. Ad una condizione, però: che si tenga conto di tutta una serie di segni di interpretazione necessari ad avere la certezza di effettuare una accurata e corretta manipolazione.

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