Riflessologia plantare per il fegato e la vescica biliare

“Il fegato si apre negli occhi”: questo è quello che ci insegna la medicina cinese. La riflessologia plantare ne prende atto, basata com’è sulle tecniche olistiche, agendo sulle zone del piede tradizionalmente collegate con questi organi.

Il trattamento in riflessologia plantare mirato al fegato può dare, secondo la tradizione riflessologica, benefici in relazione alla circolazione e al sistema endocrino. Ben si comprende, dunque, come un buon trattamento in riflessologia plantare rappresenti uno strumento di appoggio al benessere generale, anche in presenza di affezioni non gravi che richiedono terapie mediche specifiche, senza sostituirle.

Dove si trova il fegato in riflessologia plantare?

Individuare esattamente il punto riflesso del fegato non è complicato: dal quarto dito del piede destro, scendendo verso il basso, la zona collegata di riflesso con il fegato si trova sull’articolazione.

Nelle mappe di riflessologia plantare, il fegato viene quindi rappresentato sul piede destro, in corrispondenza di una specifica area della pianta. La sua individuazione costituisce il punto di partenza per il trattamento riflessologico, al quale può essere associata anche la zona della vescica biliare.

Dove si trova la zona riflessa della vescica biliare?

La zona riflessa della vescica biliare si trova sul piede destro, subito sotto quella del fegato.

La relazione del fegato con la vescica biliare e gli occhi in riflessologia plantare

Nella visione olistica, il fegato e la vescica biliare vengono considerati strettamente collegati. Questo rapporto assume particolare importanza anche nella medicina tradizionale cinese, che associa il fegato agli occhi.

Fegato e vescica biliare sarebbero quindi fonti di consapevolezza nello sguardo, una consapevolezza che è propria dell’armonia dello spirito.

Il fegato ha una relazione speciale con gli occhi, anche in riflessologia plantare. Difatti, quando il fegato non è in armonia, secondo questa interpretazione tradizionale, anche gli occhi possono risentirne. Non è un caso che l’occhio risenta molto degli eccessi alcolici e della carenza di vitamine del gruppo A e B.

In questa sede, non ci si sta tanto riferendo a difetti specifici della vista come la miopia, la presbiopia e l’astigmatismo, sui quali l’azione della riflessologia plantare può essere solo collaterale, nell’ambito del rilassamento generale.

Esistono, infatti, a ben vedere, delle affezioni che possono interessare gli occhi, tra cui congiuntivite, blefarite, orzaiolo e stanchezza oculare. Queste condizioni non devono però essere considerate disturbi curabili attraverso la stimolazione delle zone riflesse del fegato o degli occhi.

Fermo restando che il trattamento in questione, per quanto naturale e non invasivo, non deve essere inteso come sostitutivo della medicina nei casi in cui essa si renda necessaria, si rivela estremamente utile, per tutti coloro che intendano dedicarsi a quest’arte, seguire dei corsi specifici, così da imparare ad individuare con precisione le zone da trattare in riflessologia plantare e i movimenti da seguire.

Seguendo precise tecniche in riflessologia plantare e mettendo però sempre da parte l’improvvisazione che, come detto più volte, può cagionare seri danni, si possono approfondire anche i collegamenti tradizionalmente attribuiti alle diverse zone riflesse della testa, insistendo su occhi, epifisi – che è un organo fotosensibile – ma anche sull’ipofisi e sulle zone associate alla colonna vertebrale.

Per comprendere concretamente come individuare e trattare le zone riflesse del fegato, della vescica biliare e degli occhi, tra loro collegate nella tradizione riflessologica, è quindi opportuno seguire un corso specifico, così da acquisire una conoscenza più precisa delle tecniche e delle mappe del piede.

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